Non sai parlare l’italiano finché non sai parlare lo svizzero. Entra anche tu nel rutilante mondo degli elvetismi e scopri perché il Canton Ticino è un posto più interessante di quel che si possa pensare per i linguisti e gli amanti dell’italiano, e non solo per gli esportatori di valuta. lo “Svizzionario” è il primo scherzoso ma esauriente dizionario dell’italiano parlato in Ticino. L’unico italiano con status di lingua ufficiale fuori dall’Italia. Leggendolo vi divertirete per le bizzarrie linguistiche ma potrete anche riflettere su quanto la diversità e la regionalità siano a tutt’oggi una delle maggiori ricchezze della nostra bellissima lingua.

Benvenuti sul sito dello Svizzionario!

Lo Svizzionario è l’unico dizionario ragionato (ma anche un po’ irragionevole) dell’italiano regionale svizzero, ossia di quella particolare varietà di italiano che si parla nella Svizzera di lingua italiana (nel canton Ticino e nel canton Grigioni). Il libro, che si deve all’incommensurabile genio linguistico di Ettore Vitale e Sergio Savoia raccoglie le principali espressioni e i vocaboli più oscuri tra quelli usati nel Ticino e nei Grigioni e li propone in “traduzione italiana”. Oltre a ciò il volumetto permette anche di riflettere su etimologia, uso e regole della nostra bella lingua. Il tutto in un torno divertente, non professorale e in una veste grafica arricchita dalle vignette di Corrado Mordasini.

Nel sito troverete estratti del libro, un forum di discussione di argomenti linguistici (prossimamente) e tanto altro ancora.

I due ineffabili autori dello Svizzionario

L'incontro dei due.
Dall’incontro dei due fanciulli nasce lo Svizzionario, un libro partenopeo e partesvizzero, dunque.
Leggi di più sull'incontro fecondo fra i due!

L’incontro tra Savoia e Vitale ha prodotto le scintille linguistiche che hanno acceso il fuoco dello Svizzionario. 

Napoletano da molti anni in Svizzera, Vitale si è confrontato con (ma gli svizzeri direbbero “confrontato a”) le peculiarità e i tesori nascosti dell’italiano di Svizzera. Vitale ai tempi dell’incontro con Savoia già aveva pubblicato un sito internet con una serie di “elvetismi”. Il dizionario Zingarelli aveva già accolto alcuni di quegli elvetismi nella sua edizione 2002. La materia grezza era quindi a disposizione grazie al lavoro certosino di Vitale.

Savoia, dal canto suo, gioca, funambolicamente, con la lingua nel corso della sua lunga carriera radiofonica. La lettura del lungo elenco compilato da Vitale su internet gli diede lo stimolo che ancora gli mancava. Il rigore lessicale e linguistico di Vitale s’incontrò così con l’ironia e l’umorismo di Savoia (autore delle schede che trovate nel libro). Nasceva così lo Svizzionario.

Il resto è storia: il libro  nel frattempo ha venduto, nella sola Svizzera Italiana, oltre diecimila copie, diventando certamente la pubblicazione di maggior successo (esclusi elenco telefonico e catalogo IKEA).

Leggi l’introduzione di Ettore Vitale alla prima edizione dello Svizzionario.

Leggi l’introduzione di Sergio Savoia alla prima edizione dello Svizzionario.

Leggi la prefazione di Stefano Vassera alla prima edizione dello Svizzionario.

Sergio Savoia, giornalista e scrittore studia da sempre con molta passione le lingue: in primis ma non solo l’italiano. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni. Attivo professionalmente per la Radiotelevisione Svizzera come responsabile della promozione, trova ancora il tempo di occuparsi di questioni linguistiche. La terza edizione dello Svizzionario lo vede di nuovo al fianco di Ettore Vitale nel fare le pulci all’italiano di Svizzera ma anche nel valorizzare questa versione regionale della nostra bella lingua.
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Ettore Vitale, a fianco della sua attività professionale in banca, è un appassionato e competente linguista che solo in modo riduttivo potrebbe essere definito dilettante. Il suo lavoro per l’identificazione e la catalogazione delle parole dell’italiano di Svizzera è stato riconosciuto da Zingarelli che ha introdotto, grazie a Vitale, una trentina di “elvetismi” nel suo Dizionario.
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Una lingua con i buchi

Parli svizzero?

Tutti i ticinesi hanno prima o poi fatto l’esperienza di sentirsi chiedere “parli svizzero?”. I nostri vicini italiani sono comprensibilmente poco ferrati in materia: forse la Svizzera non è in cima alle loro priorità? E a noi tocca sempre dilungarci in spiegazioni piuttosto complesse (cui spesso l’interlocutore è relativamente poco interessato). Ecco apparire il plurilinguismo, eccoci a nominare i cantoni (che generano sempre un’inspiegabile buon umore nell’interlocutore italico).

Quando si spiega che parliamo italiano anche noi, qualcuno ancora non capisce. Il commento “ma lo parli bene, però”, denota la difficoltà per gli italiani d’Italia a ricordare che l’italiano è una lingua ufficiale anche al di fuori del loro bel paese (e al di là di San Marino e della Città del Vaticano). Nel nostro bel paese, la Svizzera appunto, l’italiano lo si parla eccome. E pure abbastanza bene. Ovviamente esso ha delle peculiarità, come succede nell’italiano regionale in tutta Italia. Ma alcune sue peculiarità sono più “peculiari” di quelle che si riscontrano in altre regione italiane.

I non tantissimi lemmi “di produzione propria”, che non vengono dal tedesco né dal francese, sono la spia dell’esistenza di un laboratorio linguistico vivace e vitale.

Per questo motivo i ticinesi non devono fasciarsi la testa. L’italiano di Svizzera, pur se infarcito di francesismi e germanismi, non è peggio di quello di qualsiasi regione italiana. Certo, bisogna sapere che ogni tanto dalla nostra bocca escono parole “italiane” che un italiano non capirebbe. Saperlo per poterle “tradurre” evitando così incidenti diplomatici o sarcasmi a buon mercato da parte dei nostri vicini del sud.

Lo Svizzionario vuole fornire uno strumento facile  divertente per orientarsi nella giungla del lessico. E, come tutti i dizionari, funziona in entrambe le direzioni. I lettori italiani non mancheranno di stupirsi e divertirsi leggendolo. E se lo prenderanno con sé quando andranno in Svizzera eviteranno qualche inconveniente e potranno constatare quanto ricca, diversa e vitale sia la nostra (comune) lingua.

Diventa cacciatore di elvetismi!

Trasformati anche tu in delatore linguistico. Aguzza le orecchie e segnati le espressioni dell’italiano svizzero che ti sembrano poco ortodosse o semplicemente diverse. Nella prossima edizione dello Svizzionario ci sarà anche una tua segnalazione? Segnalaci le tue proposte con l’apposito form qua sotto.

Se vuoi invece mandarci delle osservazioni generali puoi usare il campo “commenti”, riempiendo comunque i campi obbligatori.

Ecco

Contributi dei lettori

Ecco alcune segnalazioni di “elvetismi” inviateci dai nostri lettori, usando il modulo alla pagina precedente (elvetismo –> italiano standard).

Colonia –> Campo solare
Scuola montana –> Settimana bianca
Sostanza Patrimonio
Ordine di pagamento –> Bonifico bancario
LSV Rid bancario
Autocontrollo –> Obliterazione
Zucchino –> Svizzero-tedesco
Q-tips –> Cotton fioc
Meteo (f.) –> Meteo (m.)
Bomboletta –> Cartuccia per penna stilografica
Saldato –> In saldo
Neocolor –> Pastello a cera
Impanata –> Cotoletta alla milanese
Reclutamento –> Leva militare
blinker –> Quattro frecce
Paletta –> Pallet
Securino –> Guardia giurata
Training –> Tuta da ginnastica
Passeggiata scolastica –> Gita scolastica
Panna all’auto –> Auto in panne
Caravan –> Station wagon
Ladro –> Ciabatta (elettrica)
Assetto –> Tagliere
Nem –> Clandestino
Ordine di marcia –> Cartolina militare

Segnalazioni di U. Fenati, Monte S. Pietro, (BO) – Umberto studia da qualche anno all’USI, a Lugano e ha fatto esperienza diretta della “svizzeritudine linguistica” celebrata anche dallo Svizzionario. Alcune di questi lemmi sono presenti nello Svizzionario (ad esempio ladro per presa multipla, o ordine dimarcia per cartolina precetto), mentre altri sono effettivamente nuove. Grazie Umberto, finora sei il maggior “contribuente” di lemmi elvetici! Sergio

Ringraziamo anche G. Guasti (MI) e Pier Zanchi (Locarno) per andato allaStampa (carcere di Lugano) –> incarcerato